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Il presidente Mimmo Praticò: «Non condivido le linee dettate dal decreto Balduzzi. I controlli annuali sono uno strumento irrinunciabile per chiunque svolga attività sportiva. Occorre mantenere alta la guardia sul fronte della prevenzione se vogliamo scongiurare nuove tragedie sui campi di gioco»

 

 «In questi ultimi anni  - afferma il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò - con una frequenza preoccupante, abbiamo dovuto fare i conti con episodi drammatici avvenuti proprio sui campi di gioco. La salute dei nostri atleti e, più in generale, di quanti praticano attività sportiva è il tema più importante su cui tutti siamo chiamati a prestare la massima attenzione. La recente normativa introdotta in materia di certificazioni mediche dal decreto Balduzzi, tuttavia, non sembra recepire questo orientamento. I provvedimenti attuati, infatti, abolendo l’obbligatorietà dei controlli per attività ludico – motoria e amatoriale, hanno aperto una strada a mio avviso estremamente pericolosa. Una strada che indebolisce il già faticoso percorso avviato dal mondo dello sport in questi anni su un terreno delicatissimo come quello della prevenzione. L'iter che ha interessato il riordino della disciplina in materia di certificazioni mediche, non ha prodotto i risultati sperati generando, al contrario, una grande confusione. Si è passati infatti da un orientamento che sembrava puntare in modo più rigido, rispetto al passato, sul fronte della prevenzione a un deciso allentamento delle misure stesse. Ritengo che su questi argomenti si debba procedere con rigore e senza tentennamenti, poiché in gioco c'è la tutela del bene più prezioso, la vita. In questo contesto a livello territoriale – ricorda il presidente del Coni Calabria che di recente è intervenuto su questi temi in occasione di un convegno – stiamo portando avanti da anni, un ampio programma di azioni mirate che, puntando tutto su formazione e informazione, è riuscito a produrre dei risultati di grande rilievo. Una prova lampante in tal senso, è costituita dalla sinergia che il nostro Comitato ha stabilito con la Provincia di Reggio Calabria. Uno sforzo congiunto attraverso il quale è stato possibile avviare l’iter per fornire i preziosi defibrillatori alle strutture sportive reggine. Su questo sentiero crediamo si debba continuare a camminare. Ma per dare maggiore consistenza agli sforzi compiuti in ambito locale dalle istituzioni sportive – prosegue Praticò - è indispensabile avere il sostegno di un quadro normativo il più possibile chiaro e lineare. E’ necessario che tutti i soggetti coinvolti, medici sportivi, di base, federazioni, enti e associazioni, sappiano esattamente come muoversi senza perdere tempo in complicate valutazioni interpretative della legge. In tal senso va riconosciuto alla Federazione medico sportiva italiana il merito di condurre un’incessante azione di aggiornamento e informazione su una materia soggetta in questi ultimi mesi a continue modifiche. La visita medico sportiva è uno strumento troppo prezioso per poter essere trattato solo come mera procedura burocratica. Lo ribadiamo – conclude il presidente del Coni Calabria – occorre fare in modo che chiunque svolga attività sportiva, anche se non agonistica, sia soggetto al controllo periodico. La promozione dell’attività sportiva deve essere diffusa a quanti più soggetti è possibile, anche in ragione del costante allungarsi della vita media. Ciò però deve rappresentare solo un fattore di miglioramento del benessere psicofisico e, mai, un rischio per la salute».