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L'annuncio della mancata iscrizione della Tonno Callipo Vibo Valentia al prossimo campionato di A1 di volley preoccupa il presidente del CONI Calabria. Appresa la decisione del commendatore Callipo di porre fine all'esperienza della sua società nella massima categoria professionistica, Mimmo Praticò interviene per rinnovare innanzitutto la stima che lo lega ad uno degli imprenditori calabresi più operosi e lungimiranti. Il massimo dirigente dello sport regionale ha avuto un cordiale colloquio telefonico con Callipo, a cui ha espresso la vicinanza del CONI, auspicando anche "un intervento da parte di possibili sponsor, anche istituzionali, che possano eventualmente imprimere una svolta alla vicenda e consentire alla dirigenza vibonese di assumere una decisione diversa".

Timeout-Callipo"La situazione della squadra di pallavolo di Vibo - sostiene Praticò - deve indurci a riflettere. Innanzitutto, ritengo che ci troviamo di fronte a una sconfitta per l'intero mondo sportivo calabrese e non certo per il gruppo Callipo, che tanto ha dato nel corso di questi anni per far sì che la Calabria fosse rappresentata ai massimi livelli; e, in secondo luogo, voglio sottolineare il grande merito che va ascritto a un presidente che ha deciso, comunque, di non disperdere il patrimonio sportivo e sociale rappresentato dal suo club: così va interpretata la sua volontà di mantenere in vita il settore giovanile e la prima squadra in serie B2. Decisione che tante altre società non hanno voluto o, più spesso, potuto assumere a causa delle difficoltà finanziarie e strutturali".

Tutto questo induce il presidente del CONI Calabria a compiere una valutazione più ampia, a 360 gradi, e approfondita, in merito alla più generale condizione dello sport "nella nostra regione e nel Meridione d'Italia". Una valutazione che, per Mimmo Praticò, "è inevitabilmente intrisa di amarezza non solo e non tanto per quanto avviene nelle realtà professionistiche, ma anche e direi soprattutto a livello di sport giovanile e di base".

In particolare, afferma il massimo rappresentante del Comitato olimpico regionale, "sono tantissimi gli esempi di società sportive, un tempo anche floride e sicuramente prestigiose dal punto di vista agonistico, che hanno conosciuto una parabola drammaticamente negativa. Club che, sulle ali della passione, dell'entusiasmo, della generosità dei loro dirigenti, avevano portato la Calabria a eccellere, ottenendo straordinari risultati nel corso di campionati trionfali coronati da promozioni spesso anche di portata storica. Eppure, alle volte, quelle stesse squadre non hanno potuto neanche cominciarli, i campionati, dopo il salto di categoria,

per la mancanza di fondi o per l'assenza degli impianti, per l'inadeguatezza delle strutture esistenti o per i bilanci inevitabilmente in profondo rosso pur a fronte di gestioni virtuose e ammirevoli".

Ecco perché Mimmo Praticò è indotto a lanciare un grido d'allarme che, al tempo stesso, potrebbe essere una delle ultime chiamate per salvare quanto di buono c'è nel nostro territorio: "Lo sport, al Sud e soprattutto in Calabria, sta morendo. Mancano le  risorse economiche indispensabili per far fronte ai gravosi impegni dei campionati, manca un tessuto di impiantistica adeguato e dignitoso, manca un rapporto sinergico con le istituzioni che pure stanno attraversando una grave crisi economica, manca soprattutto la visione di fondo dell'importanza fondamentale dello sport nella vita sociale del Paese. Oggi è da quest'ultimo aspetto che possiamo e dobbiamo ripartire. E, in questa direzione, ci conforta l'attenzione che, nel suo programma di governo, il presidente Letta ha voluto riservare allo sport. Nei momenti di difficoltà, proprio lo sport ha aiutato l'Italia a risollevarsi e a crescere. Dobbiamo far sì che, operando tutti insieme, anche questa volta esso dia un contributo importante per fare uscire la nostra Nazione dalle secche della crisi in cui ha finito per arenarsi".