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“Prendiamoci un istante, un secondo, un battito di ciglia, quel che serve per assaporare il vento sulle labbra, godere il sole caldo sulla pelle, aprire le braccia accogliendo qualcuno e perché no, ascoltare il silenzio…Non passa giorno che il flusso mediatico non si attivi nel racconto della cattiva notizia; morte, fame, miseria, sofferenza, intervallate fugacemente da una gocciolina di positività. La vita è breve, meravigliosamente crudele per alcuni, crudelmente meravigliosa per altri… così è stata per Sissy Trovato Mazza, calabrese, sportiva e ragazza solare, scomparsa pochi giorni addietro. Mi ha fatto riflettere molto la sofferenza vissuta da tutti, familiari, amici, colleghi e compagni di vita che hanno visto sottrarre al mondo l'agente di Polizia penitenziaria originaria di Taurianova in coma dal novembre 2016, ferita da un colpo di pistola esploso all'interno dell'ascensore dell'Ospedale Civile di Venezia. La morte del corpo e la vita eterna nella memoria di chi ha conosciuto la calciatrice che, con la Pro Reggina, vinse il primo scudetto nella storia della Serie A femminile, nel 2012; la ragazza per la quale, in occasione della Final Eight di Coppa Italia di Serie A femminile giocata a Lamezia, il Presidente della Divisione Calcio a cinque Andrea Montemurro offrì un contributo per le sue cure; la sportiva per cui, Serie A e Serie A2 femminile in programma si sono fermate per un minuto, quel minuto in cui tutti mi auguro possano aver apprezzato, ancor più, la vita.
Quella vita, per Sissy, non è finita. Nessun arbitro fischierà tre volte finché la profondità dello sport nella sua cascata valoriale la manterrà in vita nel ricordo di chi l’ha conosciuta. Un inno alla vita.”